Premessa

Questo percorso del sito era originariamente un pacchetto formativo ideato dall’Ufficio sindacale della Fiom Piemonte, pensato nella seconda metà degli anni ’90 e progressivamente costruito fino ai primi anni 2000.

L’idea di costruire un software specifico per formare delegati e sindacalisti sulle problematiche della contrattazione della prestazione di lavoro era sorta sull’apprezzamento che compagni, strutture sindacali e intellettuali a noi vicini, avevano dimostrato nella fruizione di strumenti formativi cartacei e non (manuali, analisi mirate e programmi) che i vari componenti dell’Ufficio sindacale andavano realizzando e che puntualmente erano inseriti nel sito della Fiom Piemonte attivo dal 1995.

Una spinta decisiva è stata anche la trasformazione del video sulle 5 famiglie da cassetta a formato digitale (.mov) che consentiva di utilizzare in forme nuove il pacchetto prodotto in collaborazione con la Fiom Nazionale e la CGIL e di ridurne i notevoli costi (libro + cassetta).

Originariamente era composto di due parti la prima che concentrava l’analisi sugli strumenti utili per la contrattazione, la seconda che calava detti strumenti nel vivo della contrattazione analizzando criticamente gli accordi principalmente sul tema della prestazione di lavoro e sui sistemi di regole che la sottendono.

Con la realizzazione del sito Mirafiori – Accordi e Lotte, tutta la seconda parte è confluita in un lavoro collettivo straordinariamente più ricco, non si è perso nulla del lavoro fatto a suo tempo, perché le varie parti, anche riviste e arricchite, hanno trovato la giusta collocazione sotto la voce –Prestazione di lavoro-.

Il gruppo Fiat ed il settore auto erano ed è il campo privilegiato d’analisi perché è in quel contesto che il sistema di regole ha subito nei decenni evoluzioni ed involuzioni che durano tuttora, e che continuano ad influenzare, in modo diretto e indiretto, l’intero contesto industriale italiano e internazionale dove il gruppo è presente.

Come potrete vedere l’analisi si ferma al TMC-2, come metrica imposta, ed agli attacchi aziendali ai sistemi di regole scaturenti dall’accordo 1971 sostenuti anche da accordi separati.

Tutta la problematica incentrata sull’ERGO-UAS e sui criteri di assegnazione delle maggiorazioni (26 pagine di spiegazioni) sarà trattata analizzando gli accordi separati che ormai si stanno generalizzando su tutto il gruppo. Non le abbiamo inserite in questa parte del sito perché le esperienze concrete sul campo non ci sono, diritti d’informazione concreti frutto dell’operato dei delegati sindacali che abbiano prodotto analisi valutabili non esistono, quindi detta parte non sarebbe stata equivalente alle altre per assenza di analiticità.

A quanto mi è dato sapere, anche i firmatari degli accordi non sono in possesso di concreti esempi d’applicazione della nuova metrica (cicli comparati TMC – ERGO-UAS), come invece era stato fatto per la contrattazione della SATA-FMA in occasione dell’inserimento del tmc-2, riduzione delle pause, ecc.; ne consegue che i giudizi e le valutazioni possono essere fallaci anche se alcuni passaggi dei desiderata aziendali possono già essere valutati come l’assurdità di eliminare 10’ della pausa per disagio vincolo.

La metrica è l’MTM quindi rendimento 144,3 maggiore del 133 ma inferiore al 164,8 del tmc-2 quindi (concettualmente), per chi è già soggetto a detta metrica, dovrebbe avere un immediato abbassamento dei volumi.

Per quanto riguarda le maggiorazioni (1–6-13%) nessuno può quantificare con cognizione di causa vantaggi o svantaggi in funzione dei nuovi criteri, ma sicuramente per molte altre cose identificabili con gli antichi – desiderata aziendali – sono presenti nei capitoli – metrica del lavoro -, tempo effettivo saturazione effettiva -, comunicazione dei tempi e diritti di informazione e altro.

Ma è prematuro affrontare in questa premessa l’approfondimento perché non è detto che questi accordi siano duraturi e non modificabili, vedremo.

La cosa che ci preme sottolineare è che quanto è analizzato in questa parte del sito non è archeologia industriale o semplice e asettico divenire storico, ma la base formalizzata e trasmissibile di un sapere operaio consolidato in decenni di contrattazione del quale è bene non perdere memoria.