Il lavoro nella 2a. famiglia (Macchine utensili)


Le macchine utensili – Premessa
La condizione di lavoro
Fattori di riposo e Fattore fisiologico
Come leggere il foglio d’analisi
La saturazione
Il ciclo
Ciclo per pezzo e produzione oraria
Il ciclo in abbinamento

 

Le macchine utensili – Premessa 

Nell’industria metalmeccanica le macchine utensili sono gli impianti più diffusi; il lavoro su torni, frese, alesatrici rettificatrici, ecc. rappresenta in molte aziende la quasi totalità dell’attività degli occupati.

La quantificazione ed il controllo dei tempi di lavorazione su questi impianti può essere semplice, come nel caso che prenderemo in esame, ma anche molto complessa, soprattutto nel caso di abbinamenti in cui vengano ad interagire contemporaneamente più lavoratori e/o più macchine.

Come già accennato nell’audiovisivo, nella quantificazione del lavoro alle macchine, assumono particolare importanza le attività in Macchina Ferma (MF), in Macchina Lavora (ML) ed i Tempi Macchina (TM) o tempi di lavoro degli utensili. A prescindere da queste suddivisioni, e non considerando i Tempi Macchina, che sono sempre conteggiati con il cronometro come tempi fissi non incentivabili, l’insieme delle attività sono quantificabili con i soliti strumenti della media cronometrica o della rilevazione con i sistemi tabellari.

Gli abbinamenti che si possono stabilire si suddividono in fissi quando gli elementi di operazione devono essere svolti in rigorosa progressione, e variabili quando questo rigore non è indispensabile. In tutti e due i casi la rilevazione e conseguentemente il controllo sono piuttosto complessi; per valutarne la complessità basta rileggere la descrizione della parte posteriore dei fogli di rilievo TMC (capitolo – Modulistica Spiegazione dei fogli d’analisi TMC a pag. 72).

Tutte queste parti non possono confluire in queste schede e quindi ci limiteremo ad un semplice esempio per mettere in evidenza alcune priorità di questo tipo di lavoro.

 

La condizione di lavoro 

Se raffrontata con la prima famiglia l’attività alle macchine, essendo più vincolante, è generalmente più faticosa, dato però l’ampio ventaglio di casi possibili, le differenziazioni della condizione di lavoro sono molto consistenti.

Il nodo su cui l’intera condizione di lavoro ruota è il Tempo Macchina, e la conseguente attività lavorativa dell’operaio/a durante questa fase, che si indica con Attività in Macchina Lavora (ML).

Un ciclo alla macchina, per esigenze tecniche, può prevedere obbligatoriamente l’assistenza specifica durante il Tempo Macchina; il lavoro dell’addetto in questo caso consiste nel controllo del corretto avanzamento del ciclo e negli interventi a sostegno previsti.

Se l’assistenza è formalmente prevista non ci sono particolari problemi perchè questa copre l’intera durata del Tempo Macchina e anzi lo supera dovendosi conteggiare oltre che il tempo di assistenza (uguale al tempo macchina) anche le quote di Fattore di Riposo e Fisiologico relative. I veri problemi insorgono quando, essendo il ciclo largamente automatizzato, l’assistenza non è più formalmente prevista, ed il Tempo Macchina, diventando tempo di sostanziale inattività, può essere indirizzato ad altro lavoro.

In molti casi questo tempo in Macchina Lavora è utilizzato per il completamento del ciclo stesso (sbavature, pulizie del pezzo, ecc.), controlli di qualità, rifornimenti di semilavorati o spedizione dei finiti, ecc. Solitamente questo tempo non copre interamente il Tempo Macchina quindi, in molti casi, la restante parte viene trasformata in assistenza con la dinamica già illustrata.

Nel caso però che la tecnologia sopperisca a molte delle esigenze prima elencate, la quasi totalità del Tempo Macchina rimane a disposizione dell’analista che imposta gli abbinamenti al fine di incrementare la produttività delle macchine ed i profitti dell’impresa, tramite la saturazione di questo tempo di inattività dell’addetto.

Condizione vincolate di questa possibilità risiede nel riconoscimento formale e sostanziale da parte dei tecnici, della non necessità di assistenza al ciclo.

Gli abbinamenti quindi possono essere su due o più macchine, e tutto dipende sia dalla durata dei tempi macchina e dall’allestimento(alimentazioni, asservimenti, lay-out, ecc.) delle macchine stesse, che da scelte tecnico organizzative attuate da tecnici e capi.

Utilizzando i soliti indicatori (saturazione, vincolo, ecc.) la condizione di lavoro di operaie e operai muta da accettabile a insostenibile, da professionalmente dignitosa a molto povera (semplice carico e scarico delle macchine); ne consegue che la contrattazione deve investire, anche preventivamente, tutti questi aspetti “tecnico/organizzativi” e non solo la saturazione ed il puro e semplice tempo di lavoro delle operaie e degli operai.

Fattori di riposo e fattore fisiologico  

Contrattando i tempi di lavoro alle macchine utensili, siano esse abbinate o meno, alcune volte sorge una grave controversia con i tecnici relativa all’assegnazione dei Fattori di Riposo ed al Fattore Fisiologico. Come molte volte succede un fatto tecnico diventa un fatto politico, e si riferisce al Macchina Lavora ed all’assistenza relativa da parte dell’addetto.

Come abbiamo già scritto, una lavoratrice ed un lavoratore essendo presente al lavoro matura progressivamente la percentuale di Fattore Fisiologico per il non contestabile fatto di essere in vita e conseguentemente avere attive le funzioni fisiologiche.

Nel caso dell’assistenza al ciclo durante la fase di lavoro degli utensili, il pagamento del tempo d’assistenza è uguale al Tempo Macchina ma inevitabilmente, dato che l’assistenza è lavoro, la percentuale di Fattore di Riposo relativa all’attività deve essere corrisposta come pure quella maturata di Fattore Fisiologico.

Queste assegnazioni fanno di fatto aumentare il Tempo Macchina del tempo relativo a queste due maggiorazioni.

Essendo un costo, questo fatto da alcuni tecnici è mal digerito, e tentano di far passare la tesi che l’assistenza non sia lavoro diretto e quindi non lo si debba coprire con le maggiorazioni relative ai F.R. e F.F. Nel caso poi di abbinamenti semplici o complessi, questa assegnazione complica i calcoli riducendo più volte il numero di macchine da abbinare o lede la produttività complessiva di quel ciclo.

La risposta riteniamo debba essere forte e chiara; il Fattore Fisiologico si matura sempre per il solo fatto di essere presenti in officina, ed il Fattore di Riposo, pur ridotto allo sforzo minimo che si compie, deve anch’esso essere corrisposto anche nel caso di forzata inattività dell’addetto, dato che si rimane pur sempre in piedi, si respira l’aria dell’officina, si è soggetti al microclima, si patisce la rumorosità diffusa, ecc.

I comportamenti della FIAT nel tempo.

Come su molte cose, il comportamento della FIAT su questi aspetti è caratterizzato da un progressivo peggioramento.

Com’è rilevabile sia dalla sua manualistica degli anni 70 primi anni 80 (ISVOR-FIAT – Unità di addestramento tecnologico / Elementi di analisi e organizzazione del lavoro pag. 89-90), che dal suo concreto comportamento in officina, l’assegnazione del Fattore di Riposo e del Fattore Fisiologico nei casi citati, non è mai stata messa in discussione dato che, oltre ai Fattori di Riposo, era prevista l’assegnazione del poco conosciuto Fattore Fisiologico mancante (F.F.m.).

Quest’assegnazione si consiglia di aggiungerla a fine rilievo come specifico pagato, al fine di semplificare la determinazione del tempo ciclo per gli analisti.

Dopo l’ottobre 1980 è iniziato un progressivo ripensamento del modello cronotecnico esistente che ha portato al T.M.C.-2, e purtroppo anche il già misero e inadeguato sistema di maggiorazione dei Fattori di Riposo e Fisiologico (All. n° 2) ha subito un tentativo di modifica che non abbiamo la possibilità di sapere quanto sia realmente applicato nei vari stabilimenti.

In due paginette, aggiunte al precedente manuale, il Servizio Lavoro della FIAT dice:

Fattore Fisiologico:

E’ ormai da tutti accettato che il periodo di riposo minimo, necessario a soddisfare le necessità personali, corrisponde all’incirca al  4% del tempo di lavoro, pari cioè a 2,4 minuti per ogni ora. I valori della tabella includono già questa percentuale di maggiorazione.

Può però accadere, nelle operazioni dove il tempo macchina (T.M.) è una notevole percentuale del tempo ciclo (T.C.), che il riposo concesso sul tempo macchina ferma (M.F.) sia inferiore ai 2,4 minuti primi per ogni ora. Occorrerà quindi in tali casi concedere una maggiorazione al macchina ferma, aumentando adeguatamente il valore del fattore di riposo.

A prescindere dal “da tutti accettato…” e da una formulazione che potrebbe essere migliore, il concetto di Fattore Fisiologico mancante viene ancora recuperato.

Durata del Tempo Macchina:  

Quando il T.M. è abbastanza lungo e non è od è poco saturato, l’operaio ha già la possibilità di fruire del riposo durante il T.M. stesso. In questi casi, che verranno meglio precisati in altra sede, il fattore di riposo può ridursi al solo fattore fisiologico.

Quando infine l’operaio ha la possibilità di abbandonare la macchina in moto, anche il fattore fisiologico può essere ridotto fino ad essere annullato.

Una precisazione più articolata non è mai ufficialmente avvenuta, ma in questa formulazione invece si nega sia il concetto d’assistenza al ciclo, che soprattutto, il fatto che il Fattore Fisiologico si maturi sempre per il solo fatto di essere presente in officina.

Trasformando poi l’assistenza in – non lavoro? – si giustifica tramite questa forzatura la non assegnazione non solo del Fattore di Riposo sul Tempo Macchina ma anche lo stesso Fattore Fisiologico.

Inoltre l’esperienza dimostra che i lavoratori non hanno mai la formale possibilità di abbandonare la postazione di lavoro durante il Macchina Lavora.

Per valutare l’impatto sulla prestazione e sul dato anche occupazionale di queste indicazioni, basti pensare quante macchine utensili automatiche sono presenti alla FIAT e quanti addetti coinvolgono.

Ogni ulteriore commento ci sembra superfluo avendo già espresso precedentemente le nostre posizioni.

 Come leggere il foglio d’analisi  

Prima di affrontare l’esempio del capitolo successivo, è bene spiegare alcuni termini specifici dei cicli alle macchine che ritroveremo sui fogli d’analisi.

Macchina Ferma (MF)

Con questo termine si intendono tutte le attività di lavoro che si svolgono normalmente senza l’ausilio o la concomitanza di attrezzature funzionanti in modo automatico.

Nel caso in esame gli elementi d’analisi sono i numeri 1-2-8-11-12 e sono chiaramente identificabili perché si riferiscono al carico e scarico dei pezzi el. n° 1-2-8, ed alla sostituzione utensili e pulizia e riordino posto di lavoro el. n° 11-12 che, in questo ciclo, non si potrebbero svolgere altrimenti che a macchina ferma.

Macchina lavora (ML)

A differenza del caso precedente, nel Macchina Lavora confluiscono tutte le attività lavorative svolte in concomitanza con il funzionamento degli automatismi. Nel nostro caso gli elementi d’analisi n° 7-9 completamente e l’elementon°10 solo parzialmente perché lungo e periodico (ogni 10 cicli).

Tempo Macchina (TM)

L’elemento Tempo Macchina comprende tutte le attività svolte dalla macchina in modo automatico ed indipendente dall’attività del lavoratore. Nel nostro caso gli elementi d’analisi n° 3-4-5-6

La saturazione  

Per quanto riguarda la saturazione dei lavoratori operanti sulle macchine utensili non abbinate, non ci sono particolari osservazioni da fare tranne quella che i tempi macchina, essendo coperti o da attività in Macchina Lavora o da assistenza, presentano una saturazione simile a quella dei lavoratori operanti sui banchi attrezzati.

Senza quindi ripetere quanto è già stato scritto nel capitolo relativo alla Saturazione, schematicamente la situazione è la seguente:

 Il ciclo  

Questo ciclo FIAT, usato nei loro corsi di formazione per analisti, è fatto con la media cronometrica, ed essendo la procedura già stata illustrata nel capitolo relativo, eviteremo la ripetizione di tutti i passaggi che portano alla definizione dei Tempi Effettivi.

Gli allegati sono la sintesi finale del rilievo di una alesatrice verticale preposta alla sfacciatura di due piani di appoggio (ferodo e frizione) di un volano motore. Nei mezzi di lavoro usati manca l’indicazione degli occhiali protettivi indispensabili dato l’uso dell’aria compressa.

Gli elementi d’analisi che compongono il rilievo sono 12 e riteniamo che, recuperando anche i capitoli precedenti, siano sufficientemente comprensibili i Tempi Attivi o Effettivi, le maggiorazioni per Fattore di Riposo, i Tempi Totali (T.A. + F.R.), i Tempi Macchina e le attribuzioni di questi negli elementi Macchina Ferma e Macchina Lavora, quindi ci limiteremo ad un’analisi rapida del ciclo.

Elementi n° 1-2

Sono la fase di avvio del ciclo, i Fattori di Riposo sono dell’11% e del 9% perché i due volani motore sono pesanti (oltre i 2 kg.) ed il tronco è in movimento nelle fasi di prelievo e posizionamento. I Tempi Totali sono registrati nella colonna MF perché l’avvio degli automatismi si verifica solo alla fine dell’elemento n° 2.

   Elementi n° 3-4-5-6

Sono tutti Tempi Macchina, perché chiusa la protezione dell’alesatrice verticale ed avviato il ciclo con il pulsante, la fase di lavoro degli utensili è completamente automatica.

I tempi sono elencati nell’apposita colonna TM ed ammontano a 0.71 centesimi di minuto.

   Elemento n° 7

La sbavatura con tela smeriglio si riferisce ai due pezzi relativi al ciclo precedente che stazionavano sul piano macchina.

Il tempo di 0,074 è collocato nella colonna ML perché il lavoro è da eseguire, in abbinamento, durante le fasi 3-4-5-6.

   Elemento n° 8

Completate le fasi di alesatura, il ciclo di arresta, è possibile aprire la protezione, pulire ed estrarre i pezzi finiti e posarli sul piano macchina; il tempo è registrato nella colonna MF perché il ciclo automatico è fermo.

Questi pezzi saranno sbavati (el. n° 7) nel ciclo successivo; (attenzione perché il metodo è questo).

   Elemento n° 9

Questo elemento illustra lo scarico dei finiti (andata) ed il prelievo dei grezzi dallo stesso convogliatore (ritorno), appositamente predisposto a questa duplice funzione.

Operando su più pezzi (3 nel nostro caso), il tempo di lavoro deve essere ridotto all’unità, questa fase è quindi indicata come “periodica”; il tempo complessivo, per renderlo unitario, viene suddiviso per la sua frequenza.

Il tempo complessivo è 0,21 che diviso per 3 dà 0,7; moltiplicando questo per il Fattore di Riposo del 14% si ottiene 0,079 che arrotondato porta al valore 0,08 collocato in ML.

Sarebbe stato interessante verificare il divario tra organizzazione formale ed informale e come lavorava realmente il lavoratore in questione.

Elemento n° 10

Il controllo statistico di qualità ha la cadenza di 1 su 10 ed è effettuata tramite calibri fissi passa – non passa (P N P).

Attuando la stessa dinamica precedentemente illustrata, il risultato viene suddiviso parte in MF e parte in ML.

   Elemento n° 11

La sostituzione utensili è a carico dell’operaio addetto e sul rilievo è indicata solo la quota parte del tempo necessario relativa ad un ciclo,  è registrata in MF.

Elemento n° 12

Per la pulizia ed il riordino del posto di lavoro è assegnato il tempo minimo, 1% del tempo ciclo (bisogna valutarlo ciclo per ciclo – più sporchevole o meno) ed è registrato in MF. Il ciclo termina con l’indicazione che il Fattore Fisiologico mancante (F.F.m) è calcolato.

In queste schede evitiamo volutamente tutte le dimostrazioni relative sia sul F.F.m. che sui Fattori di Riposo sui Tempi Macchina perché piuttosto lunghe e complesse per una fase di propedeutica di base.

Ciclo per pezzo e produzione oraria  

Sommando tutte le attività nelle varie colonne, (vedere all. n° 27) si ottengono i seguenti valori (Tempi Totali in minuti centesimali):

Attività in Macchina Ferma                     = 0,2355

Attività in Macchina Lavora                    = 0,109

Tempi Macchina                                        = 0,355

Il Tempo Ciclo è dato dalle attività in Macchina Ferma + I Tempi Macchina:

Tempo Ciclo           = 0,591

I Tempi Attivi (lavoro reale dell’addetto) sono dati dalla somma delle attività in Macchina Ferma + le attività in Macchina Lavora:

Tempi Attivi = 0,345

I Tempi Effettivi sono dati dalla somma dei Tempi Attivi + i Tempi Passivi:

Tempi Effettivi        = 0,591

Nb. I T.E. sono uguali al T.C. essendo i T.M. maggiori del M.L., i Tempi Effettivi sono la somma dei M.F. + T.M.

I Tempi Passivi (lavoro non assegnabile/assegnato) sono dati dalla differenza tra i Tempi Effettivi meno i Tempi Attivi:

Tempi Passivi         = 0,246

CICLO PEZZO o costo unitario

Considerando non un singolo volano ma due, il Ciclo Pezzo è dato dal Tempo Ciclo.

Ciclo Pezzo = 0,591

PRODUZIONE ORARIA

La produzione oraria si ricava e si controlla, tramite i seguenti calcoli:

Tempo di Presenza in officina diviso il Tempo ciclo

450

——– = 761,4213  (N° pezzi richiesti nel turno di lavoro).

0,591

Dividendo il numero di pezzi totali per le ore di presenza, si ottengono i pezzi da consegnare ogni ora:

761,4213

————- = 101,5  (N° pezzi richiesti per ogni ora).

    7,5

Il ciclo in abbinamento

Per un ciclo in abbinamento evito la descrizione di un ciclo certificato perché ritengo più semplice la comprensione della dinamica descrivendo il SIS lo schema illustrato di sintesi.

Il Tempo ciclo principale (fondamentale) è dato da due attività dell’addetto; una in macchina ferma (es. carico del pezzo) e l’atra in macchina lavora (es. controllo lubrificazione o corretto avanzamento del ciclo stesso).

Il resto del T.C.F. è dato dal tempo macchina che non necessita di nessuna assistenza da parte dell’addetto quindi (Tempo passivi – Mancata saturazione).

Essendo presente questa condizione (fondamentale) all’addetto può essere assegnato un altro compito che per semplicità ho ipotizzato identica alla precedente quindi… si sposta all’altra macchina (SP) e inizia un nuovo ciclo. Terminata la fase in macchina lavora abbandona la seconda macchina e ritorna alla prima ma il tempo ciclo non è ancora terminato quindi sono presenti dei tempi passivi e delle mancate saturazioni non recuperabili (**).

Per tutte le attività M.F.-M.L.-SP e attese di fine ciclo, oltre ai tempi d’esecuzione devono essere assegnati i fattori di riposo e fisiologici

 

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