Commento all’accordo del 28 febbraio 1955

Nel corso del 1955 la contrattazione affronta dei temi molto delicati, legati all’assegnazione dei tempi di lavoro: è opportuno ricordare che nel febbraio del 1955 era stata presentata la nuova vettura “600” che, oltre a diventare un grande successo commerciale, rappresentava un decisivo avanzamento organizzativo e tecnologico nella realizzazione della produzione di massa e del modello fordista.

L’accordo del 28 febbraio e affronta il problema dell’avviamento di nuove lavorazioni e dell’assestamento dei tempi. La questione dell’assestamento dei tempi è sempre stato uno strumento di difesa dei lavoratori rispetto al taglio dei tempi di lavoro, poiché stabilisce il periodo in cui i tempi assegnati all’avvio di una nuova lavorazione da provvisori diventano definitivi, quindi non più modificabili in assenza di innovazioni tecnologiche od organizzative. Più corto è tale periodo, minori sono le possibilità aziendali di praticare il taglio dei tempi di lavoro e maggiori garanzie di raggiungere le tariffe di cottimo più elevate: il Ccnl del 25 giugno 1948 indicava che tale periodo era di quattro mesi, salvo diverse norme contrattate a livello aziendale.

L’accordo aziendale stabiliva delle garanzie salariali per i periodi di avviamento per quanto riguarda i premi di produzione, ma contemporaneamente stabiliva la “facoltà delle parti” di prolungare il periodo di assestamento stabilito dal Contratto nazionale, in relazione a “una documentata necessità”, senza ulteriori specificazioni sulle modalità e durata di questo prolungamento. Il giudizio sull’accordo fu controverso, come emerge dagli stessi comunicati della Fiom: da una parte l’accordo era motivato dal fatto che le modalità di avviamento delle nuove lavorazioni erano regolate unilateralmente dall’azienda. Quindi, si voleva stabilire regole minime, ma dall’altra si concedeva il prolungamento del periodo di assestamento, con un evidente vantaggio per l’azienda nella possibilità di assegnare tempi standard più stretti. Lo stesso impegno dichiarato dalla C.I. di un puntuale controllo sui tempi di assestamento sarà vanificato dagli eventi successivi. Questo sarà l’ultimo accordo firmato anche dalla componente Fiom della C.I.: per molti anni la Fiom sarà sistematicamente esclusa dalla contrattazione aziendale.