SATA – FMA – L’accordo 11 giugno 1993

Per il commento completo all’accordo vedere – L’oscuramento del tubo di cristallo -.

In estrema sintesi è bene sottolineare che questo accordo riscrive con ottiche tutte aziendali l’accordo 5-8-1971 e per gli aspetti più politici si caratterizza come paradigma delle “nuove relazioni sindacali”.

Cesare Cosi

PREMESSA 

Le parti, nello stipulare il presente accordo, si danno atto della reciproca volontà di istituire e sviluppare nelle Società SATA e FMA un sistema di Relazioni Sindacali fondato sulla partecipazione.

In tale quadro la valorizzazione delle risorse umane ed il loro coinvolgimento nelle logiche di impresa si pone cioè uno degli aspetti prioritari nella realizzazione degli obiettivi aziendali tesi al miglioramento costante delle capacità competitive.

La realizzazione di tali finalità trova negli Stabilimenti di Melfi e Pratola Serra il contesto più idoneo grazie alla realizzazione di nuovi modelli organizzativi e di nuove logiche di gestione.

Le parti, sulla base di tali presupposti. ritengono che quanto previsto nel presente accordo, in ordine alle condizioni normative e retributive dei lavoratori nonché al loro reciproco sistema di rapporti predisponga le migliori condizioni per realizzare gli obiettivi di competitività aziendale e di coinvolgimento dei lavoratori.

Regolamento dell’incentivo di rendimento

a) Premessa

La regolamentazione dell’attività lavorativa, atta a consentire l’esatta definizione e quindi attribuzione dei carichi di lavoro assegnati a ciascun lavoratore, sarà basata su tempi predeterminati.

Questo al fine di conferire certezza e chiarezza alle parti nella pratica attuazione dell’organizzazione dei lavoro.

b) Agli effetti dell’attribuzione dell’incentivo di rendimento, i lavoratori si distinguono in:

Diretti

Tale classe comprende i lavoratori che in linea tendenziale sono destinati alla trasformazione della produzione principale destinata alla vendita (M.O.”A”).

Indiretti

Tale classe comprende i lavoratori addetti indirettamente alla produzione principale (M.O.”B”), nonché gli addetti ai lavori ausiliari e di manutenzione (M.O.”C) e gli addetti a lavori a carico dei servizi (M.O.”D”).

Ore incentivate

Per ore incentivate si intendono esclusivamente le ore impiegate in attività di trasformazione dei prodotto per le quali sia stato determinato il tempo di esecuzione.

d) Ore ad economia

Per ore ad economia dei lavoratori diretti si intendono esclusivamente quelle ore impiegate in attività di trasformazione dei prodotto per le quali non sia stato determinato il tempo di esecuzione.

Sono però esclusi in modo assoluto i casi di lavori vari improduttivi eseguiti per occupare un lavoratore che rimanesse inattivo per uno dei motivi specificati nel punto seguente.

e) Ore di inattività

Per ore di inattività si intendono le ore perse per uno dei seguenti motivi:

mancanze materiali;

mancanza attrezzi, utensili o mezzi di lavoro;

guasto macchina od impianti;

mancanza energia elettrica;

ecc.

La determinazione dell’importo dell’indice di rendimento per la diversa tipologia di ore è così regolamentata:

f) Ammontare dell’incentivo relativo alle ore incentivate

L’incentivo di rendimento attribuito ai lavoratori diretti, per le ore incentivate, è quello previsto dal CCNL vigente.

9) Ammontare dell’incentivo relativo alle ore ad economia ed alle ore di inattività

Per le ore ad economia e per le ore di inattività sarà corrisposto il 95% dell’ammontare dell’incentivo di rendimento determinato come stabilito al precedente punto f).

h) Ammontare dell’incentivo degli operai indiretti

Ai lavoratori indiretti verrà corrisposto, per tutte le ore di presenza, il 95% dell’ammontare dell’incentivo di rendimento determinato come stabilito al precedente punto f). 

i) Fase di avviamento di nuove lavorazioni

In tutta la fase anteriore alla prima assegnazione dei tempo provvisorio i lavoratori addetti a lavorazioni in avviamento, destinate ad essere successivamente incentivate, saranno equiparati ai lavoratori indiretti e, pertanto, sarà loro corrisposto un Incentivo di Rendimento determinato come stabilito al precedente punto h).

 

Linee a trazione meccanizzata

a) Definizione di linea a trazione meccanizzata

Si considerano linee a trazione meccanizzata le linee di produzione di serie costituite da una successione di posti di lavoro (stazioni) su ciascuno dei quali si effettua sempre la stessa operazione tecnologica, operando su una serie di gruppi di parti staccate di un prodotto finale, che si spostano lungo le linee a mezzo di sistema meccanico, a velocità uniforme o a scatti, nelle quali le quantità di produzione giornaliera ed i tempi sono predeterminati.

li tempo a disposizione di ciascun posto per eseguire il lavoro assegnato non è direttamente influenzabile dal lavoratore ed è uguale alla “cadenza”, cioé al tempo di spostamento dei prodotto da una stazione ad un’altra stazione successiva.

Carichi di lavoro sulle linee a trazione meccanizzata

1) La quantità di produzione prevista per ogni turno, su ciascuna linea, potrà essere effettuata quando siano

effettivamente presenti gli operai occorrenti previsti nell’organico in ciascuna UTE o tratto linea e verrà perciò

conseguentemente variata in rapporto agli operai presenti.

Le eventuali fermate per vuoti tecnici (già predeterminati) per circuito, già inseriti nei tempi di lavorazione, nella misura in cui sono considerati, non sono causa di perdita di produzione.

Per eventuali recuperi di produzione persa per cause varie diverse da quelle di cui al precedente punto 2), si dovrà effettuare una proporzionale variazione di organico, applicando in via prioritaria, se tecnicamente possibile, un livello di saturazione già previsto, ovvero ricercando un rapporto produzione-organico ed una distribuzione di mansioni simile a bilanciamenti esistenti.

4)  La cadenza media per ciascuna linea nell’arco di ogni turno è espressa in numero di unità per minuto primo, secondo la seguente formula:

n° di unità da produrre per turno 

  ————————————————————————————-

minuti di lavoro per turno – X’ di fermate tecniche (punto 2)

Qualora condizioni tecnico-impiantistiche non consentano, in presenza di variazioni nella composizione della produzione, l’attività lavorativa assegnata in saturazione anche sulle postazioni immediatamente a monte e a valle senza incremento della velocità di lavoro e comunque per un totale di minuti non superiore a 435 nell’arco di turno di lavoro, il totale delle operazioni od elementi di operazioni effettivamente assegnati ad ogni operaio (espresso in tempi al netto delle maggiorazioni per fermate tecniche predeterminate, per fattore fisiologico e fattore di riposo) non sarà superiore al 10% dei tempo corrispondente alla cadenza media della linea. 

Comunicazione dei tempi di lavoro

1) Definizione di:

a) Tempi nuovi

I tempi nuovi, da determinarsi per lavorazioni nuove o per nuovi metodi di lavorazione e per esigenze che comunque ne richiedono la modifica, verranno rilevati con metodologie previste dal cronometraggio o dai tempi standard T.M.C., ovvero preventivati.

b) Tempi effettivi

Un tempo è da considerarsi effettivo quando, applicatoalla misura dei rendimento di un lavoratore medio, permette allo stesso di arrivare ad un indice di rendimento pari a 100 che può essere mantenuto per tutta la giornata con normale impegno senza documento per la salute.

c) Avviamento nuove lavorazioni

Per avviamento di nuove lavorazioni si intende il periodo in cui:

per l’inizio di una nuova lavorazione;

per l’introduzione di nuove macchine o impianti di rilevante importanza;

per sostanziali variazioni dei processo produttivo o dei cielo di lavorazione;

o per motivi analoghi;

si procede alla messa a punto della lavorazione ed alla determinazione dei tempi relativi. In questo periodo gli operai interessati lavorano senza preventiva comunicazione dei tempi di esecuzione.

I singoli programmi di avviamento sono elaborati per periodi variabili a seconda delle lavorazioni e delle esigenze tecnico-produttive.

I programmi possono essere variati nel corso dei relativo periodo ove intervengano esigenze non previste di qualsiasi natura (variazioni nella composizione degli organici, necessità tecnico-produttive, ecc.).

2) Comunicazione dei tempi di trasformazione

La comunicazione dei tempi all’operaio sarà effettuata con uno dei seguenti sistemi:

  1. a mezzo bolle (vedi punto 5)

  2. a mezzo di tabelle/cicli di lavorazione depositati presso la UTE in modo che l’operaio interessato possa prenderne agevolmente visione. (all. N° 3)

Su lavorazioni non in linea, le comunicazioni saranno effettuate in ordine ai seguenti elementi:

  1. tempo effettivo di trasformazione;

  2. produzione oraria;

  3. tempi macchina;

  4. mezzi di lavoro impiegati;

  5. tempo dei cielo nel caso di operazioni in abbinamento;

  6. produzione oraria nel,caso di operazioni in abbinamento.

Le comunicazioni riguardanti lavorazioni su tratti di linea o complessi meccanizzati, avverranno:

  1. a mezzo di comunicazione verbale da parte del superiore diretto ad ogni singolo operaio;

  2. tramite la tabella descrizione attività (All. 4).

3) Assestamento dei tempi

Il periodo di assestamento dei tempi decorre dal momento in cui, raggiunta la messa a punto della lavorazione, vengono assegnati e comunicati agli operai interessati i tempi provvisori.

L’assestamento ha la durata di quattro mesi di effettiva esecuzione dei lavoro; in detti periodi i tempi assegnati sono suscettibili di variazioni in più od in meno, le quali verranno di volta in volta comunicate agii operai interessati.

Nel periodo di assestamento l’operaio lavora ed è retribuito ad incentivo.

4) Modifiche ai tempi assestati

Quando siano intervenute variazioni tecniche ed organizzative alle condizioni di esecuzione dei lavoro, i tempi verranno rettificati, in più o in meno, in relazione alle modifiche determinate dalle variazioni stesse, siano esse state apportate o riscontrate dall’azienda o dall’operaio.

Il nuovo tempo assegnato verrà comunicato agli interessati nelle forme previste al paragrafo 2) comunicazione dei tempi di trasformazione; verranno dei pari fornite all’operaio le opportune indicazioni relative alle nuove modalità di esecuzione dei lavoro. Alla suddetta comunicazione seguirà un periodo di assestamento, normalmente di 15 giorni, di effettiva esecuzione dei lavoro, salvo la facoltà delle parti di richiederne un prolungamento qualora esista una documentata necessità.

Inoltre, essendo il nuovo modello organizzativo basato sul miglioramento continuo e sulla valorizzazione dei singolo nel miglioramento dei risultati produttivi, si rende necessario superare il concetto di tempo assestato. Pertanto, fermi restando i principi e le regole di assegnazione e composizione dei tempi, a preventivo o rilevati; il tempo di operazione è da considerarsi in evoluzione costante e, quindi, trascorsi 3 anni dalla loro assegnazione, i tempi sono suscettibili di revisione: se le condizioni tecnico-operative ne richiedono la modifica, i nuovi valori verranno comunicati nel rispetto delle procedure sopra ricordate.

5) Bolle supplementari “eventuali”

Ai tempi effettivi assegnati potranno essere aggiunte delle bolle supplementari, provvisorie (“eventuali”), per quei casi nei quali le condizioni di lavoro non corrispondono a quelle previste.

Le bolle supplementari provvisorie (“eventuali”) verranno compilate con la specificazione di ciascuna delle necessità tecniche che ne determinano l’emissione.

6) Reclami

I reclami e le controversie riguardanti le applicazioni dei tempi di lavoro che appaiono contestabili sulla base delle osservazioni dei lavoratori, in riferimento a fattori obiettivi, potranno essere esercitati dai lavoratori stessi, nelle forme e nei modi stabiliti dalla seguente procedura:

  1. il lavoratore potrà presentare reclamo al proprio responsabile, il quale lo esaminerà e richiederà all’ingegneria di Produzione il controllo dei tempo. L’ingegneria di Produzione controllerà il tempo, di norma entro 7 (sette) giorni lavorativi, per ogni singola operazione, dalla data di presentazione dei reclamo e farà pervenire al lavoratore, tramite il capo responsabile, la variazione o la conferma documentata dei tempo;

  2. il lavoratore, qualora non ritenga la risposta soddisfacente, potrà avanzare motivato reclamo scritto agli Enti preposti per il tramite della R.S.A.; la R.S.A. lo rappresenterà ed assisterà nella trattazione della controversia, il cui esame dovrà essere esaurito normalmente entro sette giorni lavorativi dalla data di presentazione dei reclamo scritto.

  3. in ogni caso, qualora la controversia non trovi soluzione tra le parti, la questione potrà essere sottoposta alla Commissione F.l. che la esaminerà entro i cinque giorni successivi. Durante tale periodo le parti si asterranno da intraprendere iniziative unilaterali.

Tuttavia, sino alla definizione della controversia, il reclamo di cui sopra non sospenderà l’esecutività dei tempi assegnati.

7) Rilievo quantità prodotte

Il rilievo delle quantità prodotte avverrà come segue:

  1. per le lavorazioni non di linea, il rilievo della quantità prodotta avverrà o attraverso appositi contacolpi o contapezzi a bordo macchina o attraverso il riscontro dei «versato” che avviene su appositi traguardi istituiti all’interno dei flusso produttivo;

  2. per le lavorazioni in linea, la produzione rilevata è corrispondente a quella riscontrata da appositi sistemi (lettori ottici, contapezzi e simili) installati in uscita linea.

 

Variazione della velocità delle linee di lavorazione

Il modello organizzativo della Fabbrica Integrata tende ad ottimizzare il processo di trasformazione del prodotto ed il connesso flusso logistico, presidiando, nel contempo, il consolidamento e miglioramento dei livelli di qualità.

Allo scopo di fornire un ulteriore idoneo supporto all’UTE per il conseguimento degli obiettivi posti, sono state istituite nuove figure professionali, sia impiegatizie che operaie, atte a garantire un presidio tecnico idoneo a mantenere/migliorare nel tempo, sia nel prodotto che nel processo, i livelli qualitativi ed efficienziali.

Inoltre, le iniziative per il presidio dei problemi di qualità hanno comportato:

l’espletamento di attività eseguite in autocontrollo, con segnalazioni immediate da parte dei lavoratori sia di problemi di qualità emergenti, sia di inizi di degrado o scostamento dagli standard di processo previsti;

l’istituzione dei conduttori processi integrati (C.P.I.) il cui compito principale è quello di seguire l’addestramento dei personale, di verificare che questo sia sempre in condizione di effettuare l’attività assegnata secondo le modalità e con le attrezzature previste e di effettuare le attività di prevenzione difettosità, anche in seguito a segnalazione degli addetti, in team con le altre figure professionali e il Capo UTE.

Tali iniziative aziendali e l’introduzione su larga scala delle carte di controllo consentono di governare il processo produttivo con la possibilità di interventi correttivi prima che il processo e/o il prodotto subiscano un degrado non più accettabile.

Quanto sopra esposto, unitamente a tutti gli interventi già attuati e previsti per ottenere dai fornitori terzi prodotti sempre più idonei e/o certificati, comporta, da parte dell’Azienda, un notevole onere, anche finanziario, e conferma l’impegno, sempre più mirato, alla prevenzione dei problemi di qualità dei prodotto, oggi obiettivo primario della medesima.

In coerenza con quanto sopra esposto e con i conseguenti obiettivi aziendali, potrebbe essere necessario effettuare brevi fermate delle linee di lavorazione e dei ciclo produttivo a fronte di anomalie, evidenziate e/o segnalate dai singoli operai, dalle carte di controllo o dagli Audit di Qualità, qualora esse non consentano il rispetto degli standards qualitativi previsti.

L’arresto della linea, di responsabilità dei capo UTE, dovrà consentire il ripristino degli standard qualitativi previsti indipendentemente dalle cause che ne hanno provocato il decadimento: anomalie di attrezzature e/o servomezzi, difficoltà dei singoli operai ad effettuare l’attività assegnata, per difficoltà oggettive, nella qualità prevista, anomalie di rifornimento materiali, ecc ..

Tali fermate, inoltre, consentiranno, con l’aiuto dei CPI, di analizzare ed ovviare ad eventuali problematiche che potrebbero costituire anomalie o mancate conformità agli standards qualitativi previsti.

Tenuto conto di quanto sopra esposto, a fronte di perdite produttive verificatesi in seguito all’arresto delle linee di lavorazione a causa di:

  1. Decadimento degli standard qualitativi di prodotto/processo  previsti

  2. Guasti tecnici,

la velocità delle linee di lavorazione sarà incrementata, nell’arco dei turno, nella misura dei 10% all’inizio di ogni ora a partire dalla seconda e sarà mantenuta per l’intera ora, fermi restando i vincoli contrattuali che prevedono un impegno lavorativo, nell’arco del turno di lavoro, non superiore a 435 minuti primi.

Il rilevamento quantitativo delle vetture prodotte e dei volumi previsti sarà realizzato attraverso la lettura di uno specifico contascocche/contapezzi costituito da un display posto a fondo di ciascun tratto di linea.

La maggior velocità della linea sarà mantenuta anche nelle ore successive nel caso in cui il maggior gettito produttivo non risulti sufficiente a recuperare nell’arco dell’ora le perdite produttive avvenute nell’ora/nelle ore precedenti.

Il suddetto meccanismo di recupero non sarà operante nel corso degli ultimi 30 minuti di ciascun turno di lavoro.

Qualora l’incremento di velocità della linea determinasse un recupero superiore rispetto alle perdite verificatesi precedentemente, tale maggior produzione sarà compensata nelle ore successive a fronte di eventuali ulteriori arresti linea e, comunque, al termine dell’ultima ora di lavoro.

Gli effetti determinati dalla variazione della velocità della linea sulla prestazione lavorativa individuale si cumuleranno con l’incremento del carico di lavoro istantaneo, in rapporto a variazioni nella composizione della produzione, fino al valore massimo dei 16% complessivo previsto dal presente accordo.

Pausa a scorrimento sulle linee a trazione meccanizzata

Gli operai diretti addetti alle lavorazioni su linee a trazione meccanizzata fruiranno di una pausa individuale pari a 40 minuti per turno di lavoro effettivo di 435 minuti.

La pausa, onnicomprensiva, risulta quindi composta dal 4% di fattore fisiologico pari a 16,7 minuti e dal 4,5% di fattore di riposo cumulato e da una restante quota,a carico Azienda.

Durante la fruizione della pausa individuale l’operaio viene sostituito per assicurare la continuità dei processo produttivo.

La pausa, di norma, viene fruita in due periodi di 20 minuti ciascuno.

Fruizione del Fattore di Riposo nelle lavorazioni non di linea

FruizIone del Fattore di Riposo nelle aree che non sono su linea a trazIone meccanizzata

L’arresto dei ciclo produttivo, di responsabilità dei Capo UTE, per decadimento dei livelli qualitativi, dovrà consentire il ripristino degli standards qualitativi previsti indipendentemente dalle cause che ne hanno provocato il decadimento: anomalie di attrezzature e/o servomezzi, difficoltà dei singoli operai ad effettuare l’attività assegnata (per motivi oggettivi) nella qualità prevista, anomalie di rifornimento materiali, ecc …….

Tali fermate, inoltre, consentiranno, con l’aiuto dei CPI, di analizzare ed ovviare ad eventuali problematiche che potrebbero costituire anomalie o mancate conformità agli standards qualitativi previsti.

Inoltre, le tecnologie di processo a più elevato contenuto innovativo, quali quelle introdotte in questo Stabilimento, insediamento produttivo a tecnologia avanzata, progettato e realizzato anche al fine di migliorare l’attività lavorativa degli addetti sotto il profilo ergonomico, impongono un rapporto tra impianti di produzione e modalità di prestazione dell’attività lavorativa improntato ad un elevato livello di flessibilità e di efficienza.

Pertanto, coerentemente con quanto sopra esposto, la fruizione dil Fattore di Riposo avverrà in concomitanza con l’arresto dei ciclo produttivo, dovuto al verificarsi di:

  1. Decadimento degli standards qualitativi di prodotto/processo previsti;

  2. Anomalie di attrezzature su linee di lavorazione;

  3. Momentanea mancanza di materiali;

  4. Guasti tecnici.

Conseguentemente, la produzione si effettuerà in base al tempo ciclo al netto dei Fattore di Riposo, allo scopo di accantonare tale fattore e per usufruirne in occasione di eventuali arresti dei ciclo produttivo, fermi restando i vincoli contrattuali che prevedono un impegno lavorativo, nell’arco dei turno di lavoro, non superiore a 435 minuti primi. Qualora l’entità delle fermate non consenta la piena fruizione dei fattore di riposo la parte non fruita sarà compensata negli ultimi 30 minuti di lavoro.

Metrica del lavoro

I – Premessa

Lo scopo della metrica è quello di determinare il tempo necessario all’esecuzione di un dato lavoro.

Il – Criteri generali dei sistema

I criteri generali dei sistema fanno riferimento a:

  1. Ciclo di lavorazione

  2. Operazione

  3. Modalità di rilevazione dei tempi di lavorazione

  4. Tempo ciclo

  5. Tempo effettivo assegnato

  6. Coefficienti di maggiorazione

1) Ciclo di lavorazione

Viene così denominato il razionale susseguirsi delle operazioni, necessarie alla trasformazione di un dato prodotto, secondo un ordine prestabilito.

La successione delle operazioni necessarie per la sua esecuzione è stabilita dall’ingegneria di Produzione e non può essere variata ad iniziativa di altri.

2) Operazione

L’operazione è un insieme delle fasi di lavoro necessarie alla sola trasformazione dei prodotto, chiamate “elementi d’operazione”, compiute o dall’operaio, o dalla macchina, o da entrambi, in uno stesso posto di lavoro.

3) Modalità di rilevazione dei tempi di lavorazione

a) Tempo rilevato

La determinazione dei tempi di lavorazione è effettuata utilizzando metodologie basate su criteri e fattori obiettivi di misura dei lavoro. 1 valori risultanti dalle misurazioni degli elementi componenti le operazioni dei ciclo di lavoro definiscono il tempo rilevato. Esso è successivamente integrato da maggiorazioni corrispondenti ai valori di fattori obiettivi che influenzano il lavoro, evidenziati nel successivo punto 6).

La rilevazione dei tempi di lavorazione viene effettuata secondo due metodologie:

  1. rilievo diretto 

  2. preventivazione

b) Rilievo Diretto

l tempi rilevati sono ottenuti mediante diretta osservazione del ciclo operativo e valutazione degli elementi da misure attraverso la procedura dei cronometraggio, ovvero procedure di utilizzo di elementi normalizzati quali MTM,TMC,MTM2.

Rilievo cronometrico

l rilievi vengono eseguiti sul Posto di lavoro da personale tecnico specializzato mediante lettura su cronometro dei tempi impiegati dal lavoratore nei singoli elementi di operazione e rilevazione della velocità di esecuzione.

il rilievo dei tempi viene ripetuto per un appropriato numero di osservazioni, necessarie alla corretta determinazione dei tempo di lavoro a seconda dei tipo e delle esigenze di lavorazione.

Il giudizio di velocità viene contemporaneamente formulato dal cronotecnico, sulla base di esperienze acquisite nell’osservazione di livelli “standard” di prestazione, ricavati secondo i principi della correlazione e di applicazione generalizzata nei vari settori industriali.

l risultati dei vari rilievi vengono mediati con il sistema della triangolazione, che riscontra la distribuzione dei singoli valori misurati secondo la normale “curva di Gauss”.

Rilievo con elementi normalizzati

In questa procedura, viene attribuito a ciascun elemento componente l’operazione un valore di tempo predeterminato, ricavato da tabelle di tempi standard contenute in sistemi di utilizzazione generale nell’indu­stria, quari’ TMC, MTM, MTM2, che derivano da un’amplissima rilevazione diretta nei più svariati casi di lavoro e risultano, pertanto, omogenei rispetto a quelli ottenuti con la rilevazione cronometrica diretta.

Fatta salva l’applicazione delle maggiorazioni di cui al punto 6), il tempo base viene ricavato per sommatoria dei valori elementari standard.

Metodo TMC

Il metodo TMC (TEMPI DEI MOVIMENTI COLLEGATI) è un sistema, derivato dal MTM, idoneo alla determinazione sistematica dei tempi di lavorazione a carattere manuale. Consente di definire, tramite l’analisi dei movimenti (metodo di esecuzione), l’impiego della manodopera, tenendo conto delle particolari condizioni in cui si svolge ogni singolo lavoro.

La tabella relativa ai tempi standard è riportata in calce (All. 1).

e) Preventivazione

I Tempi preventivati sono ottenuti con il metodo TMC, MTM, Mtm2 in base alla attività lavorativa prevista dal cartellino operazioni.

4) Tempo ciclo

Il tempo ciclo è la sommatoria dei tempi di sola trasformazione, evidenziato nei cicli di lavorazione, ed è il tempo mediamente necessario per la corretta esecuzione dell’operazione, nel rispetto delle norme antinfortunistiche.

Viene utilizzato per la definizione della produzione oraria media da realizzare.

5) Tempo effettivo assegnato

Il tempo effettivo assegnato corrispondente alla sola trasformazione dei prodotto assume configurazione diversa nelle varie situazioni produttive.

Esso infatti:

  1. nelle linee a trazione meccanizzata coincide con il tempo rilevato maggiorato della sola quota di Fattore di Riposo eccedente la pausa di 40 minuti (definita nell’apposito capitolo ‘Linee a trazione meccanizzata”);

  2. nei sistemi tecnologici in cui i processi di automazione condizionano la prestazione lavorativa coincide cori il tempo rilevato maggiorato dei solo Fattore Fisiologico;

  3. in tutte le altre aree produttive coincide con il tempo rilevato maggiorato di Fattore Fisiologico e di Fattore di Riposo.

6) Coefficienti di maggiorazione

Il tempo rilevato, come indicato al punto 3) viene successivamente aumentato per tenere conto:

dell’affaticamento risultante dall’esecuzione dei lavoro;

delle esigenze fisiologiche normalmente incidenti durante l’arco di prestazione lavorativa;

A ciò si provvede mediante coefficienti di maggiorazione espressi in valore percentuale. I relativi valori sono indicati nella tabella riportata in calce (All. 2), con raggruppamenti prestabiliti secondo le possibili combinazioni dei fattori obiettivi presi in considerazione.

I valori indicati sono comprensivi delle percentuali di maggiorazione per esigenze fisiologiche, valutate nella misura uniforme del 4%.

Per tutte le lavorazioni che richiedono una presenza continua di organico posizionato, onde non arrestare il processo lavorativo, il fattore fisiologico viene usufruito dal singolo lavoratore mediante sua sostituzione, per un tempo equivalente al predetto 4%, con un addetto proveniente dalla stessa area tecnologica.

I tempi ciclo ed i tempi effettivi, attraverso le maggiorazioni riconosciute, tengono conto di tutti gli elementi obiettivi che globalmente influiscono sulla prestazione e che sono sistematicamente raggruppabili come segue:

Atteggiamento dei corpo nello svolgimento dei lavoro, per le variazioni di atteggiamento che interessano il corpo, gli arti ed il capo, e posizioni disagevoli.

Dispendio energetico richiesto al prestatore di lavoro, che è funzione dei numero di movimenti compiuti nell’unità di tempo, dei peso mosso ad ogni movimento o dei peso mantenuto fermo. Si tiene conto dei numero di movimenti eseguiti nell’unità di tempo e dell’intensità di prestazione, nel rapporto che collega in modo inversamente proporzionale le velocità di spostamento e l’entità dei pesi, con i relativi effetti sulle pause fra movimenti successivi.

Condizioni specifiche in cui si svolge l’attività lavorativa, indipendentemente dall’influenza sul consumo energetico muscolare, e precisamente: grado di attenzione, condizione di illuminazione, temperatura ed umidità, rumorosità, nonché condizioni ambientali di insieme, se influenzate da presenza di fumi, polveri, vapori, affollamento, pericolosità.