Commento all’accordo del 7 giugno 1963

La successiva trattativa per l’applicazione e l’armonizzazione con il Ccnl dell’accordo del 3 ottobre 1962 è molto lenta, soprattutto per volontà aziendale che tenta di smorzare gli effetti del risorto conflitto sindacale. Dopo molte tensioni il 7 giugno 1963 Fim Fiom Uilm e Fiat concordano il premio semestrale: il premio è di gruppo ed è legato all’andamento medio degli indici dei premi generali di stabilimento delle diverse Sezioni Fiat. Quindi si tratta di una modalità che oltre a incrementare le retribuzioni diminuisce le differenze retributive tra i diversi stabilimenti del Gruppo, attuando, come riporta il testo dell’accordo “una diretta partecipazione dei lavoratori delle Società Fiat all’andamento complessivo dell’Azienda”. Il premio semestrale rappresenta la regolamentazione del vecchio “Premio di collaborazione”, che era un’erogazione unilaterale dell’azienda, una specie di “una tantum” semestrale di entità variabile che aveva un significato discriminatorio perché non veniva corrisposta ai lavoratori che avevano fatto sciopero. Tra l’altro, la Fiat aveva proposto di collegare il premio semestrale alla presenza invece che alla produttività, ma l’ipotesi era stata rifiutata dai sindacati. Pertanto l’accordo aveva un cospicuo valore sindacale, poiché superava un vecchio strumento di divisione dei lavoratori e contemporaneamente regolava l’entità del premio per tutti i lavoratori, iniziando a superare la prassi storica di accordi diversi tra operai e impiegati.